SPUNTI DI RIFLESSIONE

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 


 

 

 

 


 


 
 
SANTA TERESINA DI LISIEUX
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  Settembre 1896

Teresa era entrata in ritiro personale, per 10 giorni, la sera del 7 settembre 1896. Nei giorni precedenti la sorella Maria, Suor Maria del sacro cuore, che era la sua madrina di Battesimo, le aveva chiesto di scrivere per lei la sua piccola dottrina. Teresa lo fece dal giorno seguente, e il testo è quello che costituisce la seconda parte di questo scritto. Nei giorni successivi al ritiro, Suor Maria del Sacro cuore le rinnova la richiesta, facendola appoggiare dalla priora, Suor Maria di Gonzaga, allora Teresa le comunica il testo, ma lo fa precedere da questa introduzione diretta a lei, mentre il testo preparato in ritiro, come si può leggere, è indirizzato a Gesù stesso. Quindi oggi noi pubblichiamo prima il testo indirizzato alla sorella, che in realtà fù scritto dopo, per accompagnare l’esposizione della sua dottrina, che era già scritta durante il ritiro.

O mia amata Sorella! tu mi chiedi di darti un ricordo del mio ritiro, ritiro che forse sarà l’ultimo... Poiché Nostra Madre lo permette, è una gioia per me venire ad intrattenermi con te che sei due volte mia Sorella, con te che mi hai prestato la tua voce, promettendo in mio nome che io non volevo servire che Gesù, nell'ora in cui non mi era possibile parlare... Cara piccola Madrina, è la bambina che tu hai offerta al Signore che ti parla questa sera, è lei che ti ama come una figlia sa amare sua Madre... Soltanto in Cielo tu conoscerai tutta la riconoscenza che trabocca dal mio cuore... O mia cara Sorella! Tu vorresti sentire i segreti che Gesù confida alla tua figlietta, quei segreti Lui te li confida, lo so, perché sei tu che mi hai insegnato ad accogliere gli insegnamenti Divini, tuttavia proverò a balbettare qualche parola, benché io senta che è impossibile alla parola umana ridire cose che il cuore umano può appena scandagliare...


Non credere che io navighi nelle consolazioni, oh no! la mia consolazione è di non averne sulla terra. Senza farsi vedere, senza far sentire la sua voce, Gesù mi istruisce in segreto, non attraverso libri, perché non capisco quello che leggo, ma talora una parola come questa che ho colto alla fine dell'orazione (dopo essere restata nel silenzio e nell'aridità) viene a consolarmi:
«Ecco il maestro che io ti do, egli ti insegnerà tutto quello che devi fare. Io ti voglio far leggere nel libro della vita, dove è contenuta la scienza d’AMORE» 3. La scienza d'Amore, ah sì! questa parola risuona dolcemente all'orecchio dell'anima mia, io non desidero che quella scienza li. Per essa, avendo dato tutte le mie ricchezze, io stimo come la sposa dei sacri cantici di non aver dato niente...
Io comprendo così bene che non c'è che l'amore che possa renderci graditi al Buon Dio che questo amore è il solo bene che io ambisco. Gesù si compiace a mostrarmi runico cammino che conduce a questa fornace Divina, questo cammino è l'abbandono del figlio piccolo che si addormenta senza paura nelle braccia di suo Padre.... «Se qualcuno è piccolissimo, che venga a me» ha detto lo Spirito Santo per bocca di Salomone e questo stesso Spirito d'Amore ha detto anche che «La misericordia è accordata ai piccoli» 6 "in nome suo, il profeta Isaia ci rivela che nell'ultimo giorno «il Signore condurrà il suo gregge nei pascoli, egli raccoglierà gli agnellini e li stringerà sul suo seno»7 e come se tutte queste promesse non fossero sufficienti, lo stesso profeta il cui sguardo ispirato si immergeva già nelle profondità eterne, esclama a nome del Signore: «Come una madre accarezza suo figlio, così io vi consolerò, io vi porterò sul mio seno e vi accarezzerò sulle mie ginocchia» ~.

O Madrina cara! dopo un simile linguaggio non resta che tacere, piangere di riconoscenza e d'amore... Ah! se tutte le anime deboli ed imperfette sentissero quello che sente la più piccola di tutte le anime, l'anima della tua piccola Teresa, neppure una sola dispererebbe di arrivare alla cima della montagna dell’amore, poiché Gesù non chiede grandi azioni, ma soltanto l'abbandono e la riconoscenza, poiché egli ha detto nel Sal. XLIX: «Io non ho alcun bisogno dei capri dei vostri greggi, perché tutti gli animali delle foreste e le migliaia di animali che pascolano sulle colline mi appartengono, io conosco tutti gli uccelli delle montagne... Se avessi fame, non è a voi che io lo direi: perché la terra e tutto quello che contiene mi appartiene. Forse io debbo mangiare la carne dei tori e bere il sangue dei capri?... IMMOLATE a DIO SACRIFICI di LODE e di AZIONI DI GRAZIE».


Ecco dunque tutto quello che Gesù pretende da noi, egli non ha alcun bisogno delle nostre opere, ma soltanto del nostro amore, perché questo stesso Dio che dichiara di non aver alcun bisogno di dirci se ha fame, non ha paura di mendicare un po' d'acqua dalla Samaritana. Egli aveva sete... Ma dicendo: «dammi da bere» ~ era l'amore della sua povera creatura che il Creatore dell’universo chiedeva. Egli aveva fame d'amore... Ah! io lo sento più che mai Gesù è assetato, egli non incontra che ingrati ed indifferenti in mezzo ai discepoli del mondo e in mezzo ai suoi propri discepoli, egli trova, ahimè! pochi cuori che si offrono a lui senza riserve, che comprendono tutta la tenerezza del suo Amore infinito.
Sorella cara, quanto siamo felici di capire gli intimi segreti del nostro Sposo, ah! se tu volessi scrivere tutto quello che ne conosci, noi avremmo da leggere delle belle pagine, ma io lo so, tu preferisci conservare al fondo del tuo cuore «I segreti del Re», a me dici «Che è onorevole rendere pubbliche le opere dell'Altissimo» Io trovo che tu hai ragione a conservare il silenzio e non è che con runico fine di farti piacere che scrivo queste righe, perché sento la mia impotenza a ridire con parole terrene i segreti del Cielo e poi, dopo aver tracciato pagine e pagine, troverei di non aver ancora cominciato... Ci sono tanti orizzonti diversi, tante sfumature che cambiano all'infinito, che solo il pennello del Pittore Celeste potrà, dopo la notte di questa vita, fornirmi. i colori capaci di dipingere le meraviglie che egli scopre agli occhi dell'anima mia.


Sorella mia Cara, tu mi hai chiesto di scriverti il mio sogno e la «mia piccola dottrina», come tu la chiami... Io l'ho fatto nelle pagine seguenti ma così male che mi pare impossibile che tu capisca. Forse troverai le mie espressioni esagerate... Ah! perdonami, dipende dal mio stile poco gradevole, io ti assicuro che non c'è alcuna esagerazione nella mia piccola anima, che tutto vi è calmo e riposato...
(Scrivendo, io parlo a Gesù, la cosa mi è più facile per esprimere i miei pensieri... Ciò che, ohimè! non impedisce che essi siano espressi malissimo!)

 

 
     
 
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